Questo video è davvero interessante. Il tizio che parla è Daniel Pink, sul palco dei celebri TEDTalks.

In buona sostanza, Pink riporta varie ricerche dalle quali emerge un dato piuttosto sconcertante: gli incentivi (generalmente economici) sarebbero dannosi per la risoluzione creativa dei problemi in azienda. Parrebbe quindi che avere un premio sia un limite per l’immaginazione. Meglio navigare senza alcuna finalità in cerca di idee innovative, senza doversi per forza porre un traguardo.

Be’, dal canto mio posso dire che se fosse sempre e comunque così, io non lavorerei. Ossia, nel mio mestiere di consulente creativo i soldi mi derivano proprio dal farmi venire delle buone idee per le aziende. Insomma, non vorrei che si spargessero voci insalubri: con me l’incentivo economico funziona benissimo.

 

 

Oggi, qui in rete, sta facendo bella mostra di sé questo manifesto geniale. Geniale perché sembra fatto apposta con l’intento di schifare tutte le possibili regole che valgono in politica, comunicazione e marketing. E mettiamoci pure l’etica, che non fa mai male.

In realtà, non ho niente da aggiungere all’acutissimo post in cui Enrico Sola commenta l’obbrobrio di cui sopra, a cui volentieri rimando qui.

Adoro i radical-pirla: offrono un sacco di lavoro alle persone di media intelligenza.

 

Più che il terzo occhio, io preferirei di gran lunga avere una terza mano. Si potrebbero fare molte più cose contemporaneamente, specie se le tre mani fossero indipendenti l’una dall’altra. Credo che i vantaggi sarebbero davvero impagabili (specialmente in certi ambiti).

Visto che, al di là di innesti e OGM, dubito sia agevole farsi spuntare un arto aggiuntivo, quel che possiamo fare è però trasformare la nostra immaginazione nella terza mano di cui sopra. Cosa vuol dire? Semplicemente che possiamo far lavorare la nostra mente creativa in modo indipendente rispetto a quel che le nostre due mani stanno facendo. Possiamo cioè fare in modo che il nostro inconscio sgobbi per noi anche mentre siamo impegnati in altro.

Questo processo viene chiamato incubazione, ed è qualcosa che, senza esserne consapevoli, capita a tutti noi in diversi momenti della vita. Possiamo però decidere di farlo in modo volontario, sfruttando il funzionamento del nostro cervello: la nostra mente, infatti, è una macchina caparbia che si basa sul principio secondo il quale a domanda segue sempre (e dico sempre) risposta. Segui queste semplici regolette per una buona incubazione:

  1. Individua una situazione per la quale ti piacerebbe trovare una soluzione. Immagina vividamente come sarebbero le cose una volta risolte, compresi i vantaggi che otterrai.
  2. Raccogli il maggior numero di informazioni che riguardano quella data situazione: leggi, fai domande, ricerca. Lavora consapevolmente con grande impegno, finché ti riterrai soddisfatto.
  3. Anche se ti sembra un po’ cretino, istruisci il tuo cervello dicendogli qualcosa tipo “OK, adesso sono c***i tuoi. Trova TU la soluzione alla faccenda. Ripasso tra un po’ per riscuotere”.
  4. Dimenticati della situazione, fai altro. Lascia che l’incubazione duri il tempo necessario, senza preoccupartene più.
  5. Che siano 5 minuti, 5 ore, 5 giorni o 5 settimane, ti assicuro che la soluzione arriverà all’improvviso, qualcosa tipo “Eureka!” o “A-ah!”. E, che tu ci creda o no, sarà anche una buona soluzione. Provare per credere (!).

Per incubare io uso sempre un po’ di musica. E in questo caso credo che Elio e il suo Plafone possa darmi una mano. La terza, ovviamente.

 

Kafka, nel suo racconto “La metamorfosi”, non specifica che giorno della settimana fosse quello in cui Gregor Samsa si svegliò trasformato in un enorme insetto. Io sono convinto che fosse un lunedì. Del resto, Kafka dice che la notte precedente Gregor Samsa aveva fatto “sogni inquieti”… tipicamente domenicali, insomma! :-)

Quel che voglio dire è che per molti il lunedì è sempre un mezzo incubo (anche Vasco la canta così). Ricomincia una settimana di lavoro ed è solo una nostra scelta decidere di prenderla con divertimento o trasformarci in uno scarafaggio. Nulla contro gli scarafaggi, però io generalmente preferisco passarmela in altro modo.

E allora usiamo le metamorfosi a nostro vantaggio. A volte basta porsi delle semplici domande:

  • Come posso finire più velocemente quel che devo fare?
  • Come posso anche divertirmi mentre lo faccio?
  • Come posso evitare di fare quel che non mi va di fare? Posso delegarlo? Posso trasformarlo in qualcos’altro? Posso giocarci?
  • Come posso fare in modo che questa settimana lavorativa sia particolarmente [blank] (mettici tu l’aggettivo: eccitante, divertente, originale, unica, e così via)?
  • Come posso inventare qualcosa di nuovo che mi faccia dire “be’, oggi ho risolto un bel problema e sono stato particolarmente figo”?

Il punto è: la nostra vita lavorativa (come tutto, del resto) è solo una questione di punti di vista. Se ti svegli bacherozzo – e la cosa non ti entusiasma - usa la creatività per trasformarti velocemente in qualcosa di meglio.

(Tra l’altro, a me Vasco non piace mentre adoro Kafka. Punti di vista, appunto.)

Ecco come un’idea eccentrica, realizzata praticamente senza mezzi, può portare dei perfetti sconosciuti a essere guardati da oltre 2.600.000 utenti di YouTube in una sola settimana.

Ovviamente, se questa visibilità non viene in qualche modo canalizzata, tutto cadrà nel nulla. Ma se invece lo fosse? Se anche solo un 5% degli utenti facesse qualcosa (scaricare un brano musicale, visitare un sito, andare a un concerto, ecc.)? Sarebbero più di 130.000 persone che si mobilitano. Grazie a un video amatoriale di 31 secondi.

Non sarebbe bello fare altrettanto?

 

(Intanto, clicca qui poi ritorna a questa pagina per leggere il post mentre ascolti la musica)

La maggior parte delle persone è d’accordo sul fatto che la creatività sia una cosa importante. Non conosco praticamente nessuno che se la sentirebbe di dire il contrario. Di fatto, poi, di creatività in giro se ne vede davvero poca.

In realtà, le persone tendono a fare le stesse cose nello stesso modo praticamente ogni giorno. Si alzano alla stessa ora, percorrono la stessa strada per andare al lavoro, fanno la pausa pranzo nello stesso locale, escono dall’ufficio alla stessa ora, guardano lo stesso programma televisivo. Poi vanno a dormire, e il giorno successivo il copione si ripete.

Nelle aziende vale il medesimo principio: innovazione e creatività sembrano essere le parole d’ordine, poi però sono pochi gli imprenditori che hanno davvero il coraggio di tentare percorsi alternativi. E magari sono gli stessi che si lamentano degli scarsi risultati raggiunti. Uno dei principi cardine della vita è che se fai le stesse cose otterrai gli stessi risultati (e se aumenti l’intensità con cui fai quelle cose semplicemente otterrai in misura maggiore gli stessi risultati). In un mercato ultracompetitivo come quello attuale, solo chi si permette di iniettare creatività nella propria attività ha possibilità di crescita.

Creatività significa giocare con le possibilità e le alternative. Più se ne generano e si testano, più sono le probabilità di trovare nuove strade interessanti.

Comincia a fare qualche piccolo cambiamento nella tua vita: metti la sveglia a un orario diverso, prova un’altra strada per andare al lavoro, cambia locale in cui fare la pausa pranzo, sii un po’ flessibile con l’orario in cui esci dall’ufficio, sforzati di guardare programmi televisivi diversi dal solito (o, meglio ancora, fai qualcos’altro). Comincia a considerare le tue abitudini come, appunto, semplici abitudini, e non regole immutabili che non possono essere messe in discussione. Sii più creativo nella tua vita quotidiana, comincia da lì. E’ il primo passo per una vita migliore. Per gustarsi frutti insoliti e più saporiti.

PS adesso riclicca qui e guardati il video dei They Might Be Giants cha cantano “The Mesopotamians”. Giusto per vedere un po’ di creatività in azione.